assemblea precari della scuola

In una molto affollata assemblea che si è tenuta a Piscille il comitato dei precari della scuola e l'assessore Prodi hanno potuto confrontarsi sui più scottanti temi che riguardano la scuola e in modo particolare il gravissimo problema della perdita del posto per i molti docenti incaricati fino all'anno scorso e che quest'anno non hanno più avuto il posto di insegnamento.
Sulla questione del dimensionamento e sulla più grave questione della soppressione di sedi scolastiche l'assessore ha garantito che nessuna intesa col governo sui parametri di riferimento per l' istituzione, il mantenimento o la cancellazione di sedi scolastiche (plessi, sezioni, piccole scuole ecc..) sarà accettata se a partire da tali parametri non si garantiscono adeguate assegnazioni di organici. Mentre si discuteva di questa intesa infatti la primavera scorsa, il governo ha unilateralmente cancellato molti posti negli organici vanificando un possibile ragionamento comune sui criteri per la distribuzione territoriale dell'offerta formativa. Altrimenti mentre la Regione mantiene aperte delle sedi, cosa che le compete, il governo poi sottrae la disponibilità del personale docente e non docente necessario per farle funzionare.
L'assessore Prodi ha poi illustrato l'avviso che distribuendo alle scuole 450000 euro di risorse regionali permetterà di far fronte alle esigenze più pressanti per tappare alcune delle falle aperte con i tagli del governo e coinvolgere i precari rimasti senza lavoro, a cui il governo sta solo dando il sussidio di disoccupazione, come a ogni altro lavoratore nelle stesse condizioni. Alle scuole si chiede di fare progetti semplici, immediatamente utili e funzionali al buon svolgimento della attività didattica. Le risorse sono sufficienti fino alla fine dell'anno, e sono state reperite sul bilancio regionale. Informazioni sbagliate sono circolate, attribuendo queste risorse ai fondi europei: la commissione europea invece non ha autorizzato tale utilizzo e sta già controllando che le altre Regioni si attengano a tale regola. Ovviamente la regione pur essendo pronta da settembre ha dovuto attendere che il decreto governativo venisse definitivamente fissato, i modo da aver chiaro in quale quadro nazionale la sua azione si collocava. Sarebbe stato meglio che il governo si fosse attivato da subito ad aprile sapendo già che il numero dei precari perdenti posto era altissimo.
Sulla riforma della scuola superiore che causerà una ulteriore rilevante perdita di posti i precari hanno chiesto che venga rimandata, cosa che evidentemente non è in potere delle Regioni.
Il ritardo con cui comunque tale riforma sta avvenendo è fonte di preoccupazione sia per i docenti che per la Regione. In questo periodo le famiglie e i ragazzi dovrebbero orientarsi, e invece il governo non ha ancora assunto decisioni definitive e tarderà, pare fino a fine dicembre, a emanare la riforma. Questo crea molte apprensioni perché la scomparsa di alcuni indirizzi da alcune scuole rischia di creare confusione al momento delle iscrizioni e di spostare ingenti quantità di iscritti da un istituto a un altro. L'assessore Prodi ha garantito che appena il governo avrà terminato di definire le tabelle di confluenza fra i vecchi indirizzi e quelli riformati sarà cura della Regione valutare la congruenza dei risultati e concertare eventuali aggiustamenti con le scuole.