L'Umbria sceglie la scuola

Agli studenti, agli insegnanti, alle famiglie.

Sono stata per cinque anni assessore alla scuola pubblica nella Regione dell'Umbria
In questi anni la Regione è diventata un vero protagonista della scuola pubblica.
È stata visibilmente accanto alle autonomie scolastiche.
Io conosco il mondo della scuola, perché è il mio mondo.

Ho mantenuto e manterrò l'impegno regionale sul diritto allo studio, a partire dai redditi Isee più bassi. Non si fanno parti uguali fra disuguali.

Nei cinque anni in cui sono stata assessore all'istruzione si sono succedute la riforma Moratti, il “cacciavite” Fioroni, i tagli e il riordino Gelmini...

Ho sempre tenuto posizioni di ferma difesa della scuola nelle trattative regione-governo e con interventi pubblici contro i tagli agli organici docenti e non docenti, contro la rimodulazione del maestro unico che ha sottratto alle scuole autonomia e risorse umane, contro il depauperamento dei bilanci scolastici, contro i recenti tagli sul personale per sorveglianza e pulizia.

Ho difeso ripetutamente col governo la necessità di più tempo pieno per le nostre scuole dell'infanzia e elementari. Non è giusto che la percentuale di classi a tempo pieno in Umbria sia solo terzo che in Lombardia!

Meno servizio significa meno opportunità per i bambini e per i ragazzi che hanno maggiore necessità di imparare e di rafforzare il senso della loro cittadinanza.

Mi sono opposta alla unilaterale decisione del governo sulla chiusura di piccole scuole e plessi, decisione che è stata accantonata e non potrà essere messa in atto senza il consenso delle regioni. Credo che la scuola in montagna, nei piccoli comuni o nelle frazioni decentrate sia spesso un valore insostituibile per la vita della comunità locale e per il reale godimento del diritto a studiare.

Per arginare la perdita dei posti ho messo a disposizione delle scuole 500.000 euro per progetti che coinvolgessero i precari senza contratto.

La riforma delle superiori e l'analogo taglio di ore negli anni successivi sono sotto il segno della riduzione della spesa, mentre è stata sottratta al mondo della scuola e al paese la possibilità di discutere la riforma, arrivata fuori tempo massimo e senza chiarire quali strategie, quali priorità, quale idea di futuro tale riordino supporti.

Il governo ha di fatto sottratto alla Regione la stesura del piano regionale che distribuisce gli indirizzi di scuola superiore sul territorio. Questo, assieme al ritardo, può condurre a forti squilibri, incongruenze, “migrazioni” di iscrizioni con conseguente dissesto degli organici.

Ho sostenuto con molte azioni l'educazione degli adulti e finanziato azioni di formazione presso le scuole. Oggi la crisi ci dimostra che senza una capacità di rimettersi a imparare le persone bruciano in fretta le loro competenze lavorative: saper imparare è la prima grande risorsa che la scuola può dare.

Ho riunito scuole, agenzie formative, servizi per il lavoro in un progetto di sistema sull'orientamento in cui si sono messi in comune metodologie ed esperienze.

Ho realizzato un bando per l'orientamento alle discipline scientifiche e tecnologiche.

Ho investito nelle scuole molte risorse europee per la diffusione del software open source.

Ho accompagnato le scuole in tanti progetti, contribuendo al loro sostegno.

La Regione è stata protagonista di alcuni progetti europei e ha sollecitato e sostenuto progetti a titolarità delle scuole.

La legge sul Sistema formativo integrato regionale ha inquadrato obiettivi e strumenti dell'azione regionale, dispiegando le sua competenze sulla formazione e sull'istruzione e sulle loro connessioni con il mondo del lavoro (dall'alternanza, all'apprendistato, al long life learning, alla certificazione di percorsi formativi e delle competenze ecc..).

Le risorse che la Regione dedica alla scuola dovranno essere ancora aumentate.

Mi sono candidata al consiglio regionale dell'Umbria per continuare a lavorare per la scuola.
Il 28 marzo ti chiedo di votare il mio nome.
Per dare forza al mio impegno per la scuola di tutti.
Perché solo una regione più competente può essere competitiva.

Maria Prodi

Facciamo uscire i giovani dall'ombra, non dall'Umbria.

Scegli Maria Prodi, segna il nome accanto al simbolo del PD.