In generale, il decisore politico può assumere alcune scelte cruciali senza una coimpetenza che permetta valutazioni di merito sulle questioni che tratta? In un mondo sempre più complicato la politica può restare ignorante? Sui temi che attengono ai saoperi della fisica un testo intrigante e stimolante.
La spesa della politica
La politica e le spese
Le spese della politica e la politica della spesa: quale costa di più?
Quando nella scorsa giunta regionale umbra ci sentimmo proporre un taglio del 10 % mi parve giusto e ragionevole diminuire un poco un “salario” che pure decurtato da alcune voci in uscita (per esempio la percentuale dovuta al partito) restava comunque molto sostanzioso.
In realtà empiricamente ho scoperto che non so in base a quale marchingegno la cifra totale che dopo tanto clamorosa operazione di taglio mi arrivava sul conto corrente era addirittura maggiore.
Sarebbe bene che prima di annunciare tagli di stipendi ci dicessero esattamente quanto arriva prima e dopo la cura nelle tasche del consigliere, parlamentare, assessore, presidente e così via.
Dopo di che resta il fatto che il vero drammatico costo della politica è la politica della spesa: i posti inventati dal nulla per sistemare il personale politico, e la inadeguatezza di competenze e di qualità per cui paghiamo per gente inadatta ai ruoli che ricopre e paghiamo i costi di scelte sbagliate e di strategie approssimative che costoro fanno. I costi di politiche clientelari che soffocano l'idea del merito e della competizione prima ancora che sorga nella testa dei giovani, e li addestrano a chiedere elemosine anziché a dare quello che possono saper dare. Il continuo go and stop di una politica senza orizzonte e senza futuro, in cui a ogni trovata politico-comunicativa si estingue per assuefazione di una opinione pubblica esausta di troppe chiacchiere, e se ne sostituisce un'altra senza neppure preoccuparsi di cancellare i postumi della precedente.
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