{"id":125,"date":"2020-07-02T17:28:00","date_gmt":"2020-07-02T15:28:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaprodi.it\/?p=125"},"modified":"2020-11-23T17:34:40","modified_gmt":"2020-11-23T16:34:40","slug":"che-la-scuola-stia-veramente-a-cuore-a-questo-paese-andrebbe-dimostrato-nei-fatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaprodi.it\/index.php\/2020\/07\/02\/che-la-scuola-stia-veramente-a-cuore-a-questo-paese-andrebbe-dimostrato-nei-fatti\/","title":{"rendered":"Che la scuola stia veramente a cuore a questo paese andrebbe dimostrato nei fatti"},"content":{"rendered":"\n<h1>Huffpost<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/img.huffingtonpost.com\/asset\/5efdaa9d250000b902c29189.jpeg?cache=AHOJcVMAEB&amp;ops=scalefit_630_noupscale\" alt=\"Che la scuola stia veramente a cuore a questo paese andrebbe dimostrato nei\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi preferisce stare barricato in casa e riprendere la <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/news\/didattica-a-distanza\/\">didattica a distanza<\/a> alzi la mano. Anche chi ama respirare nella mascherina alzi la mano. E si faccia vivo chi preferisce dover isolare il suo banco, metro in mano, dagli altri compagni. E vogliamo parlare del divertimento di parlarci da lontano alzando la voce e aguzzando le orecchie perch\u00e9 si rischia di perdere una parola su tre? O di evitarci nei corridoi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Preso atto del fatto che a nessuno piace quello che la protezione dal <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/feature\/coronavirus\">virus <\/a>ci ha imposto e ci imporr\u00e0 (anche se qualcuno ci fa propaganda politica sopra, come se il virus si battesse denigrandolo sui social) \u00e8 ovvio che si dovr\u00e0 discutere di come realizzare al meglio quello che ci sta a cuore senza correre troppi rischi e senza farli correre ai pi\u00f9 fragili di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Che la scuola stia veramente a cuore a questo paese \u00e8 quello che andrebbe dimostrato nei fatti, non declamato. Con proposte concrete, misurate, realistiche, realizzabili. E che qualsiasi sia la diffusione e la prospettiva della pandemia a settembre bisognerebbe che sia fatto il possibile per fare scuola nel migliore dei modi possibili. Perch\u00e9 quelli impossibili si possono anche chiedere, ma non sono possibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Le bozze delle <a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/web\/guest\/-\/scuola-presentate-le-linee-guida-per-settembre\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Linee guida<\/a> della ministra Azzolina, predisposte dal governo per il rientro a scuola a settembre sono state imprudentemente rese disponibili prima della concertazione. Ma la scuola \u00e8 affidata alle cure di Regioni, Province, Comuni oltre che del Ministero competente, ed \u00e8 scoppiata <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/tutti-contro-azzolina_it_5ef39c3ac5b643f5b22e6f02\">una polemica<\/a> cui hanno partecipato gli stessi dirigenti scolastici, che hanno protestato&nbsp; chiedendo rilevanti cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi dopo giorni di acceso dibattito un nuovo testo di Linee guida, decisamente migliorato nella interazione con Regioni, Comuni e Province \u00e8 stato concordato.<\/p>\n\n\n\n<p>Scopo delle Linee guida \u00e8 fornire indicazioni per la ripresa della scuola a settembre. In presenza. Nella ipotesi di un non sostanziale peggioramento della epidemia, evidentemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune linee di azione vanno nella direzione di un cambiamento non solo emergenziale, ma di innovazione migliorativa, se una volta passata la pandemia non verranno rimosse.<\/p>\n\n\n\n<p>1) Un forte coinvolgimento delle autonomie scolastiche. Diversissime sono le condizioni delle scuole nelle diverse aree del paese, per popolazione scolastica, per condizioni dell\u2019edilizia, per diffusione del virus. \u00c8 ovvio che differenti devono essere le soluzioni. Sono pi\u00f9 di venti anni che i principi della autonomia scolastica sono stati fissati, e regolarmente disattesi da ministeri di tutti i colori, ma concordi nel vessare con circolari, ordinanze, linee guida le scuole in modo che fossero libere di scegliere solo ci\u00f2 che il ministero aveva gi\u00e0 deciso per loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Da due decenni orari, gruppi classi, calendario settimanale, articolazione delle attivit\u00e0 didattiche sono nella disponibilit\u00e0 della autonomia didattica e organizzativa dei singoli istituti. Che la disperazione abbia suggerito alla ministra di riscoprire le autonomie scolastiche non \u00e8 una notizia cattiva. I dirigenti scolastici dovranno decidere cosa vogliono fare da grandi: se reclamano giustamente stipendi e ruoli di veri dirigenti (stipendi gi\u00e0 bassi e minacciati, in questi giorni, di ulteriori assottigliamenti!) potranno assumere le corrispettive responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non dovranno essere abbandonati privi di disponibilit\u00e0 e di risorse. Scaricare sulle spalle dei dirigenti, impossibilitati ad agire da mancanza di mezzi, l\u2019incubo di pesanti responsabilit\u00e0 su eventuali contagi prodotti dalla riapertura delle scuole non risolver\u00e0 i problemi e non metter\u00e0 in sicurezza i nostri figli e i nostri docenti. Inoltre ci vogliono garanzie sulle risorse, per ora promesse: fra le innumerevoli risorse finanziarie disponibili subito o prossimamente per il nostro Paese, e che faremo pagare duramente ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, ci sia anche qualcosa che serva al loro futuro, e al futuro del paese, come l\u2019educazione. I tre miliardi individuati sono un buon inizio, anche se impallidiscono di fronte agli allegri sprechi elettoralistici su altri fronti. Ma che almeno siano spesi, e ben spesi.<\/p>\n\n\n\n<p>2) Specifici accordi andranno sottoscritti dai diversi soggetti territoriali che concorrono, o potranno concorrere a realizzare le condizioni per la progettazione delle attivit\u00e0 scolastiche ed educative. E anche questo \u00e8 un tema da tanto tempo enunciato e non sempre praticato. Alcune comunit\u00e0 locali sono abituate a stringersi attorno alle loro scuole e utilizzano gi\u00e0 ampiamente strumenti concertativi e conferenze di servizio. Altre possono imparare nell\u2019emergenza a considerare la scuola locale come bene comune. I \u201cPatti educativi di comunit\u00e0\u201d permetteranno non solo di ricercare nella collaborazione del territorio soluzioni provvisorie per gli spazi scolastici, ma anche un arricchimento della offerta formativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tavoli regionali fra amministrazione ministeriale e rappresentanti delle giunte regionali e delle amministrazioni locali dovranno monitorare e coordinare soluzioni o criticit\u00e0 locali espresse dalle Conferenze di servizio a livello dei singoli territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo solo a come i trasporti dovranno essere ripensati per evitare resse in arrivo e in rientro da scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Giungono gi\u00e0 grida di allarme da parte degli istituti scolastici sulla insufficienza di sostegno da parte di istituzioni locali. E non sarebbe una novit\u00e0. La novit\u00e0 pu\u00f2 derivare dal fatto che chi \u00e8 insensibile all\u2019idea di scuola come bene comune pu\u00f2 vedere profilarsi la scuola al tempo del virus come un male comune. In democrazia le epidemie non governate si pagano care.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Huffpost Chi preferisce stare barricato in casa e riprendere la didattica a distanza alzi la mano. Anche chi ama respirare nella mascherina alzi la mano. E si faccia vivo chi preferisce dover isolare il suo banco, metro in mano, dagli altri compagni. 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