{"id":129,"date":"2020-10-26T17:39:00","date_gmt":"2020-10-26T16:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaprodi.it\/?p=129"},"modified":"2020-11-23T17:40:49","modified_gmt":"2020-11-23T16:40:49","slug":"sulla-scuola-servono-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaprodi.it\/index.php\/2020\/10\/26\/sulla-scuola-servono-dati\/","title":{"rendered":"Sulla scuola servono dati"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/img.huffingtonpost.com\/asset\/5f96e32e24000068119ad610.jpeg?ops=scalefit_630_noupscale\" alt=\"Sulla scuola servono\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Alcune scuole lavorano gi\u00e0 fin da met\u00e0 settembre alternando <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/news\/didattica-a-distanza\/\">didattica a distanza<\/a> e didattica in aula. Hanno diviso le classi in gruppi pi\u00f9 piccoli, stabilito turni per l\u2019accesso e l\u2019uscita, e riescono a operare un distanziamento pi\u00f9 deciso e nello stesso tempo sottraggono la met\u00e0 della utenza scolastica ai mezzi di trasporto. In Lombardia per esempio molti istituti scolastici hanno scelto questa soluzione, compatibile con le norme sull\u2019autonomia e con le Linee guida ministeriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Peccato che nessun dato sia stato raccolto (o diffuso) dal ministero per valutare una eventuale differenza nella reazione alla pandemia delle scuole che hanno da subito alleggerito la pressione sugli edifici e sui trasporti e quelle che invece sono andate da subito in presenza totale.<\/p>\n\n\n\n<p>E peccato che nessuna ricerca sia stata impostata su un campione di scuole per sapere quale percentuale di contagiati asintomatici sia presente in media nelle scuole fra studenti, docenti, personale Ata. La ricerca a campione sulla popolazione italiana curata dall\u2019Istat e operata dalla Croce Rossa questa estate ci ha dato finalmente risposte esaustive sulla percentuale reale di quegli asintomatici sfuggenti a ogni osservazione che per\u00f2 a loro stessa insaputa contagiano gli altri. Si fosse impostata una ricerca simile su un campione rappresentativo di scuole in questo primo mese sapremmo molto di pi\u00f9 sui focolai e sui meccanismi di diffusione del contagio in ambito scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora peccato che non ci siano dati sulla epidemia che distinguano fra le scuole in cui, rispondendo ai criteri disposti dal ministero, si sta senza mascherine in classe, purch\u00e9 seduti distanziati un metro, e quelle in cui invece saggiamente sono state prescritte le mascherine per tutto il tempo di permanenza nell\u2019edificio scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>E inoltre ignoriamo quanto siano distribuiti focolai e quarantene fra i diversi segmenti del percorso scolastico: le abitudini quotidiane dei bambini della scuola primaria e quelle&nbsp; dei liceali differiscono enormemente. Sarebbe stato utile studiare in quale configurazione si danno meccanismi di diffusione dei contagi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: come si fa a reagire razionalmente a un fenomeno che non conosciamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Il ministero annuncia dati raccolti settimanalmente dalle scuole su contagi e quarantene. Ma non \u00e8 pubblica la modalit\u00e0 di raccolta dei dati stessi. Senza sapere, per esempio, quanti positivi si hanno rispetto a quanti tamponi eseguiti, o quale percentuale di contagi riguardino ragazzi che praticano sport o utilizzano i mezzi pubblici, o hanno attivit\u00e0 a maggiore rischio, i dati restano opachi.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo sono in generale mancate riguardo alla epidemia indagini rigorose che perseguissero una maggiore comprensione dei fenomeni, indagini che presupponevano standard uniformi e trasparenti di classificazione e quantificazione degli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scuole hanno investito enormi energie per eseguire i dettami relativi alle misure di contenimento della epidemia. Ma non sappiamo di quale efficacia ciascuna di queste misure sia dotata se non sappiamo interrogare empiricamente i risultati. Non perch\u00e9 manchino idee di ricerca, ma perch\u00e9 manca una cabina di regia che produca indagini trasparenti, finalizzate a rispondere a questioni precise e utili.<\/p>\n\n\n\n<p>Viceversa si sono sprecati fiumi di inchiostro in esercitazioni retoriche su quanto l\u2019istruzione sia importante, come se si dovessero scontrare i vessilliferi della cultura contro i barbari. \u00c8 proprio per fare scuola che si deve capire con quali strategie si pu\u00f2 rispondere alla epidemia. Chi ha semplicemente cercato di declassare o ignorare il problema ha fatto perdere tempo al paese e diminuito le difese pubbliche&nbsp; contro il morbo.<\/p>\n\n\n\n<p>La retorica non convince il virus, i lamenti non lo spaventano. L\u2019epidemia si combatte con soluzioni concrete, e le soluzioni si devono misurare sulla analisi esatta dei fatti e sulla gestione coerente di dati. Soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la scuola le soluzioni sarebbero state migliori se fossero state pi\u00f9 robustamente preventive, e non solo a posteriori rispetto all\u2019aggravarsi della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso la sfida \u00e8 valorizzare quel 25% in presenza alle scuole superiori. E inventare modalit\u00e0 efficaci di far fruttare la produzione in digitale del 75% delle ore curriculari. \u00c8 un compromesso che si presta alla sfida di integrare davvero repertori digitali e multimedialit\u00e0 con la relazione diretta in aula, purch\u00e9 tale relazione riscopra davvero il valore dialogico della presenza. Una modularit\u00e0 di quattro giorni pu\u00f2 aiutare a superare l\u2019abitudine di assegnare e revisionare compiti da un giorno per l\u2019altro, pu\u00f2 rendere necessario inserire accanto alla modalit\u00e0 sincrona un utilizzo asincrono di strumenti differenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il monte ore resta per caparbiet\u00e0 politica o per miopia un intangibile tab\u00f9 da rispettare. Perci\u00f2 rendere le numerosissime ore curriculari da offrire in digitale didatticamente valide ingaggia le qualit\u00e0 professionali dei docenti e le capacit\u00e0 organizzative delle scuole.<\/p>\n\n\n\n<p>E sar\u00e0 fondamentale soprattutto per questo anno scolastico impostare da subito misure speciali di valutazione oggettiva dei risultati di apprendimento parametrate alle diverse condizioni in cui si \u00e8 fatto scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola \u00e8 spesso oggetto preferenziale di esercizio retorico, di esibizione di ottimi sentimenti, di rappresentazione di salvifici quadretti di dedizione e spirito missionario. Raramente oggetto di indagine. Si prediligono le discussioni&nbsp; di principio e si ignorano le necessit\u00e0 di verificare fattualmente le condizioni e le scelte esercitati riguardo all\u2019educazione in base ai risultati.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno commozione e pi\u00f9 statistica, please.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune scuole lavorano gi\u00e0 fin da met\u00e0 settembre alternando didattica a distanza e didattica in aula. Hanno diviso le classi in gruppi pi\u00f9 piccoli, stabilito turni per l\u2019accesso e l\u2019uscita, e riescono a operare un distanziamento pi\u00f9 deciso e nello stesso tempo sottraggono la met\u00e0 della utenza scolastica ai mezzi di trasporto. 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