{"id":131,"date":"2020-10-17T17:41:00","date_gmt":"2020-10-17T15:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaprodi.it\/?p=131"},"modified":"2020-11-23T17:42:42","modified_gmt":"2020-11-23T16:42:42","slug":"scuole-aperte-e-aule-chiuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaprodi.it\/index.php\/2020\/10\/17\/scuole-aperte-e-aule-chiuse\/","title":{"rendered":"Scuole aperte e aule chiuse"},"content":{"rendered":"\n<p>Da un giorno all\u2019altro la classe \u00e8 chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Vuoti i banchi, spenta la luce, la porta serrata perch\u00e9 l\u2019aula va sanificata.<\/p>\n\n\n\n<p>Capita a parecchie classi, in tutta Italia, e capita anche a me.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi improvvisamente si trovano dietro lo schermo, perch\u00e9 alla prima ora del primo giorno di quarantena siamo gi\u00e0 collegati: che cosa dobbiamo fare prof?<\/p>\n\n\n\n<p>Poi leggo sui giornali la generale levata di scudi contro la chiusura delle scuole e penso che in un certo senso \u00e8 motivata, l\u2019educazione \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. Come non dargli ragione: io per la scuola ho studiato, insegnato, scritto, formato insegnanti, amministrato, fatto politica, tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola prima di tutto ( anche del calcio? ). E poi la drammatica situazione delle famiglie con bambini, che non sapevano pi\u00f9 a che santo votarsi per continuare a lavorare con i figli per casa. La scuola in presenza \u00e8 una necessit\u00e0 per tanti motivi sacrosanti, educativi e sociali. Te lo proclamano, te lo scrivono, te lo spiegano con toni sempre pi\u00f9 veementi e commossi che la scuola deve restare aperta. Ma con la commozione e la retorica sull\u2019afflato dell\u2019 educazione in presenza non si combatte la pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vogliono soluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La ministra Azzolina di fronte all\u2019aumento dei casi invece di domandarsi se questa estate ha fatto tutto il possibile per un rientro sereno, ha dato delle cifre relative ad una irrisoria incidenza di contagi a scuola. Ma si riferiscono a fine settembre, quando la scuola era cominciata da due settimane, e in alcune regioni da una. E non ha spiegato con che tipo di analisi tali cifre sarebbero uscite. Da una decina di giorni la curva dei contagi si \u00e8 impennata: cosa \u00e8 cambiato dall\u2019inizio di settembre? La catena dei contagi non \u00e8 immediata, \u00e9 una specie di staffetta in cui il testimone viene passato, nel giro di qualche giorno, a uno o pi\u00f9 altri individui ( pi\u00f9 sono pi\u00f9 mediamente sale il fattore Ro). Quale \u00e8 il fattore intervenuto a poter giustificare questo drammatico cambio di passo? La riapertura delle scuole? Questa domanda non ha certo una risposta semplice: non sapremo mai dove e come molti dei tantissimi casi ha contratto il virus. Ma certamente la movimentazione di tutti gli alunni ha modificato la rete dei contatti nel paese. Se si lavorasse meglio su raccolta dei dati e tracciamenti probabilmente capiremmo qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei mesi estivi, mentre il paese scivolava in piena incoscienza sul reflusso della prima ondata di epidemia pensando che tutto sarebbe finito bene a prescindere, chi di scuola un poco ragiona, esperti e educatori, hanno fatto proposte che invece di nascondere la polvere sotto il tappeto indicavano dei percorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolazione delle classi in piccoli gruppi e turni, alternanza di scuola in presenza e in digitale, diluizione degli ingressi, contenimento delle ore curriculari. Reperimento di locali, spazi, anche alternativi agli edifici scolastici. E poi piano per il trasposto pubblico, e relativi investimenti per ampliamenti dei servizi di bus, almeno temporanei, con apporti dal privato, visto anche che il turismo latita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto era nella disponibilit\u00e0 delle autonomie scolastiche \u00e8 stato spesso fatto: dirigenti e staff hanno passato l\u2019estate programmando, misurando, preparando.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma adesso si chiudono le porte delle aule. Perch\u00e9 la retorica non abbatte il virus. E le rassicurazioni sul fatto che sarebbe stato tutto come prima, e che non si doveva pensare ad altro che alla scuola in presenza e solo in presenza, e pure senza mascherina in classe, cos\u00ec le mamme no mask sono contente, si rovesciano nella scuola in assenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E fortuna che la didattica digitale integrata, cos\u00ec negletta e demonizzata, ci permette di tenere fermamente il filo del contatto, del dialogo, della vicinanza educativa, almeno con gli alunni pi\u00f9 grandi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019educazione a distanza \u00e8 sempre esistita: un tempo erano i libri, oggi anche la faccia, la voce, il messaggio che ci fa presenti da uno schermo. In tempi ordinari integra la scuola in presenza. In tempi straordinari ci si ingegna a farla diventare un buon sostituto. Avrebbe potuto precauzionalmente alleggerire le probabilit\u00e0 di contagio per i ragazzi delle superiori, che sono quelli che hanno una irrefrenabile vita di relazione dopo la scuola, e che prendono i mezzi, evitando di stipare una ventina e spesso pi\u00f9 studenti in un\u2019aula. Adesso siamo obbligati di nuovo a usarla, sperando che resti per le quarantene e non per la chiusura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un giorno all\u2019altro la classe \u00e8 chiusa. Vuoti i banchi, spenta la luce, la porta serrata perch\u00e9 l\u2019aula va sanificata. Capita a parecchie classi, in tutta Italia, e capita anche a me. 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