{"id":83,"date":"2020-05-19T18:00:00","date_gmt":"2020-05-19T16:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariaprodi.it\/?p=83"},"modified":"2020-06-05T18:36:17","modified_gmt":"2020-06-05T16:36:17","slug":"la-scuola-e-gli-opinionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariaprodi.it\/index.php\/2020\/05\/19\/la-scuola-e-gli-opinionisti\/","title":{"rendered":"La scuola e gli opinionisti"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"83\" class=\"elementor elementor-83\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f864489 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f864489\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-da87efc\" data-id=\"da87efc\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a291045 elementor-align-center elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"a291045\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/sulla-scuola-parlano-tanti-opinionisti-e-pochi-esperti_it_5ec4085ec5b649be30a06ce8\" class=\"elementor-button-link elementor-button elementor-size-sm\" role=\"button\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">leggi su huffingtonpost<\/span>\n\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4b693d6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"4b693d6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Intellettuali, scrittori, giornalisti, accademici delle pi\u00f9 disparate discipline si sono pronunciati, appellati, indignati per la chiusura delle scuole, per la trascuratezza nel ripristino del servizio, per la plateale inadeguatezza della didattica a distanza, per la esplosione delle disparit\u00e0 sociali che solo la scuola in presenza sarebbe in grado di lenire.<\/p><p>Premetto che concordo con slancio sul fatto che \u00e8 molto meglio fare scuola senza epidemie in corso che con epidemie in corso. Molto meglio avere classi dotate delle migliori risorse piuttosto che classi appese ai giga del telefonino o al traballante collegamento del wifi familiare. Meglio avere classi in cui l\u2019interazione \u00e8 intuitiva, sensibile, immediata, empatica e sapiente piuttosto che affidata a una chat o a un microfono che fa i capricci.<\/p><p>Sono disposta a concordare con altrettanto fervore con qualsiasi altra tautologia pedagogica, ricordando il magistrale insegnamento di Massimo Catalano che a \u201cQuelli della notte\u201d insegn\u00f2 alla mia generazione che \u00abMeglio essere ricchi e in salute che poveri e malati\u00bb.<\/p><p>Non avendo per\u00f2 avuto indicazioni da insigni intellettuali e opinion makers <span style=\"color: #000000;\">a proposito del <\/span><span style=\"color: #000000;\">f<\/span>atto che la didattica a distanza avrebbe creato tanti guasti e introdotto <span style=\"color: #000000;\">cos\u00ec<\/span> pericolosi precedenti, centinaia di migliaia di insegnanti si sono gettati a capofitto in un lavoro online insolito e inusitato, con mezzi propri sia hardware sia <span style=\"color: #000000;\">telematici<\/span>, cercando di mantenere un contatto educativo, di far procedere gli apprendimenti, di mantenere un ritmo di frequentazione e dialogo con le classi.<\/p><p>A distanza di tre mesi adesso si sentono dottamente spiegare come quello che <span style=\"color: #000000;\">hanno <\/span><span style=\"color: #000000;\">fa<\/span>tto era nella migliore delle ipotesi nullo (inutilit\u00e0 dell\u2019insegnamento senza la vicinanza fisica) e nella peggiore delle ipotesi dannoso (inversione dell\u2019ascensore sociale, solco scavato fra studenti agiati e protetti, e studenti sfortunati).<\/p><p>La maggior parte degli intellettuali che condannano il lavoro degli insegnanti in Dad esercitano tutta la loro professione a distanza: pubblicano sui giornali, parlano in televisione, si esprimono sui media, postano sui social. Non mi pare <span style=\"color: #000000;\">che per\u00f2 <\/span> si battano il petto per le difficolt\u00e0 che esistono nel consumo di libri o giornali o nella corretta fruizione dei media e dei social da parte <span style=\"color: #000000;\">di una <\/span>rilevante <span style=\"color: #000000;\">frazione<\/span><span style=\"color: #000000;\"> della popolazione.<\/span><\/p><p>Ma si pu\u00f2 obiettare che la scuola \u00e8 un servizio che deve essere per tutti, garantito a tutti. E siamo d\u2019accordo che cos\u00ec sia. Ma la logica allora non pu\u00f2 essere <span style=\"color: #000000;\">\u201c<\/span><span style=\"color: #000000;\">o a tutti o a nessuno<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u201d<\/span><span style=\"color: #000000;\">, bens\u00ec<\/span>, piuttosto, allarghiamo, rafforziamo, miglioriamo la portata e la qualit\u00e0 delle opportunit\u00e0 educative per tutti, per tutta la vita, anche durante le pandemie.<\/p><p>In questi mesi molte scuole hanno verificato con questionari rivolti alle famiglie l\u2019efficacia del servizio, le difficolt\u00e0 dell\u2019utenza, i livelli di gradimento o almeno di accettabilit\u00e0 delle didattiche. Le sedi decentrate del ministero dell\u2019istruzione, le regioni e le autorit\u00e0 locali hanno raccolto ed elaborato questi dati?<\/p><p>Molte scuole hanno messo a disposizione computer o tablet. Il ministero stesso e altre istituzioni hanno erogato risorse. Ci sono indagini serie su quanta parte della domanda da parte delle famiglie sia rimasta inevasa? Su quante risorse occorrerebbe investire e come fare per mettere a disposizione collegamenti decenti a tutti gli studenti?<\/p><p>Metodologie di didattica digitale, repertori di contenuti multimediali, expertise sull\u2019uso di piattaforme e canali: nelle chat fra insegnanti sono circolate discussioni e condivisioni di competenze prima riservate a pochi. Vogliamo che restino e diano frutti per l\u2019 arricchimento di una scuola che educa i nativi digitali o derubricarli a corruzione momentanea di un\u2019idea intangibile di scuola materiale fatta di banchi, aule e campanelle ?<\/p><p>Quello che mi domando \u00e8 perch\u00e9 sulla scuola infieriscano cos\u00ec tanti opinionisti e parlino cos\u00ec poc<span style=\"color: #000000;\">h<\/span><span style=\"color: #000000;\">i esperti<\/span>. Come in tanti altri campi del sapere anche quello dell\u2019educazione \u00e8 oggetto di ricerche rigorose e mi domando come mai mentre per comprendere il corso di una epidemia si debba esercitare un\u2019 attenta modellistica a partire da dati, sulla scuola si possano giudizi inappellabili a partire da sensazioni o categorizzazioni altamente opinabili. Questi tre mesi di didattica a distanza andranno studiati con attenzione: solo chi ha operato sul campo, insegnanti e studenti (e le loro pazienti famiglie alle spalle) avranno una comprensione reale di cosa \u00e8 successo, solo quando potremo trarre conclusioni comprovate da dati elaborati con ragionevole rigore potremo azzardare valutazioni complessive.<\/p><p>L\u2019aula educa mentre il digitale istruisce e basta? Lo smanettamento sulla tastiera si identifica con l\u2019apprendimento di nozioni mentre l\u2019educazione tradizionale in presenza promuove virt\u00f9 sociali e civili? Pu\u00f2 darsi che digitale e nozionismo siano correlati e che la salvifica didattica in presenza tradizionale sia sufficiente a garantire una ottima educazione. Ma pu\u00f2 anche darsi che si diano correlazioni almeno parzialmente inverse. Come in tutti gli ambiti del sapere, anche nel mondo dell\u2019educazione le affermazioni vanno corroborate da indagini e prove.<\/p><p>Per adesso le classificazioni internazionali e nazionali danno la scuola italiana, dove il tradizionalismo non difetta certo, in grande affanno.<\/p><p>Non sono una epidemiologa, quindi non azzardo lezioni su quando e come potremo di nuovo far circolare nelle nostre scuole i nostri allievi.<\/p><p>Ma non posso non chiedermi come mai nel dibattito pubblico la professionalit\u00e0 degli insegnanti non abbia mai voce: l\u2019opinionismo che si esercita sulla scuola \u00e8 affidato nella grandissima maggioranza dei casi a persone che non hanno mai fatto una sola ora di lezione a scuola. La categoria degli insegnanti appare come una massa amorfa, difficile da guidare e impossibilitata a guidarsi.<\/p><p>Per decenni si \u00e8 barattata l\u2019immissione degli insegnanti in cattedra, senza standard professionali esigenti e vagliati, con la loro scarsa retribuzione e la irrilevanza e minorit\u00e0 della loro rappresentativit\u00e0 sociale, come risulta in modo appariscente proprio nello stesso dibattito sulla scuola.<\/p><p><span style=\"color: #000000;\">Ma quando \u00e8 stato necessario, durante l\u2019 emergenza della pandemia, <\/span><span style=\"color: #000000;\">i<\/span>n molti hanno dimostrato passione e capacit\u00e0 di riconvertirsi. Nulla di tutto questo deve andare perduto.<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>leggi su huffingtonpost Intellettuali, scrittori, giornalisti, accademici delle pi\u00f9 disparate discipline si sono pronunciati, appellati, indignati per la chiusura delle scuole, per la trascuratezza nel ripristino del servizio, per la plateale inadeguatezza della didattica a distanza, per la esplosione delle disparit\u00e0 sociali che solo la scuola in presenza sarebbe in grado di lenire. 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